Letre a’ Michel Petrucciani – Concert Solo

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Tutti, al giorno d’oggi – o quasi – sanno come un computer sia formato da una ferraglia piu’ o meno grande, al centro della quale batte un cuore, un quadretto di silicio, nero, chiamato CPU, in grado di interpretare programmi complessi che permettono a quella ferraglia di compiere prodigi, produrre suoni, immagini ed elaborazioni grafiche.


Questa immagine viene prepotentemente in mente guardando il film-documento di Frank Cassenti sugli esordi di Michel Petrucciani.


Un pianoforte, Steinway o Bosendorfer, a coda, da gran concerto, e’ solo un’elegante ferraglia, un’inerte meraviglia tecnologica che prende vita solo quando un elemento scatenante, un processore, un piccolo grande cuore pulsante, come il nostro Michel Petrucciani, ne prende il controllo ed esegue un programma ineffabile, che gira nella sua mente, unico, perfetto ed originale, simile a nessun altro, e realizza un prodigio musicale unico ed ineguagliabile.



Il film Letre a’ Michel Petrucciani, di Frank Cassenti, del 1983, dai tratti malinconici e sommessi, mostra Michel in un’eta’ difficilmente definibile – poco piu’ di un ragazzo – che prova prima un concerto con personaggi del calibro di Charles Lloyd al sax tenore, Lee Koniz al sax alto ed Aldo Romano alla batteria, e che racconta alcuni degli aneddoti della sua vita che ho citato in un modesto omaggio a Petrucciani gia’ pubblicato sulle pagine di questo magazine qualche mese fa. Mi ripetero’ solo per sottolineare ancora una volta la forza d’animo, la naturalezza e la grandezza artistica in cui sapeva trasformare i suoi limiti. Le prove, gli scherzi, le serate al ristorante con amici, colleghi e collaboratori, sono documentata da Cassenti in una malinconica cornice che sintonizza e catalizza la nostalgia che Michel ha lasciato nell’animo di chi lo ha conosciuto, ha collaborato con lui, o lo ha solo apprezzato da ascoltatore.


Il documento che segue, un Concert Solo di Michel Petrucciani per Jazz in Marciac, del 1996, sempre diretto da Frank Cassenti, e’ un autentico capolavoro, che assume ancor piu’ importanza in relazione alla relativa rarita’ di documenti del grande pianista prematuramente scomparso. Il sottotitolo del film e’ indovinatissimo – A Musical Masterpiece – e la dice tutta la standing ovation, appena dopo il primo brano. Non mi e’ possibile, in veste di commentatore, aggiungere altre parole, valutazioni o commenti ad una prestazione di questo tipo, senza correre il rischio di apparire banale ad un lettore attento e consapevole di “chi” e “che cosa” parliamo.


Nella sezione bonus del DVD due interviste, una di parte, al chitarrista Tony Petrucciani, padre di Michel, che racconta alcuni particolari poco conosciuti della vita del figlio Michel, ed un’altra, super partes, al batterista Aldo Romano, che condivise con lui una parte dalla sua carriera. Ancora interessanti aneddoti sulla sua vita breve ma, cio’ che traspare particolarmente, e’ l’intensa e profonda stima dell’amico-collega.



Una pecca non trascurabile dell’iniziativa della Dreyfus Jazz che e’ doveroso sottolineare e’ la – indubbiamente grave – mancanza di sottotitoli in italiano…


Links:


MICHEL PETRUCCIANI – UNA METEORA NELLA STORIA DEL JAZZ

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