Wine Dark Sea

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Con “Wine Dark Sea”, suo sesto album in studio, Jolie Holland intinge penna e voce in sonorita’ piu’ agitate e rumorose, effettuando, con tutti i pericoli e le conseguenze del caso, un’improvvisa sterzata estetica che la conduce a viaggiare per lande disparate della grande tradizione musicale americana ma senza una finalita’ chiara e precisa. Coccolata e aiutata nel suo bel percorso artistico da personaggi degni di fede quali Tom Waits e Marc Ribot, la giovane cantautrice e polistrumentista texana arruola stavolta una big band dove troviamo, tra gli altri, Doug Wieselman, Indigo Street e ben due batteristi.

 

Gran parte delle dieci tracce di questo nuovo repertorio imbarcano trame chitarristiche votate ad un’elettricita’ acida e spigolosa, spesso dilatata e trafitta dal feedback. È un cambio di passo che si avverte sin dall’iniziale On And On: voce impastata e profonda che abbina un mood folk-soul a linee di chitarra ruvidamente lisergiche e riverberate, quasi fossero quelle dei Velvet Underground in libera uscita tra le aride gole e i surreali colori del Grand Canyon. First Sign Of Spring si muove leggiadra tra le note del piano e i fini ricami di chitarra e violoncello, mantenendo tuttavia il gusto e il profumo di un liquoroso bicchiere di cognac. Subito appresso e’ la volta di Dark Days, il brano piu’ sperimentale, concitato e claustrofobico del lotto, segnato da un canto invasato e febbrile e dai violacei lividi prodotti dal rugginoso e distorto dialogo delle chitarre. Svisato e swingante c’e’ poi il country-rock di Route 30 mentre con I Thought It Was The Moon si cade nuovamente in un torvo gioco di effetti elettroacustici che lambiscono il terreno piu’ decadente e rassegnato del blues-folk degli Appalachi.

 

A questi registri se ne aggiungono ancora altri: quelli sfatti, sghembi e ubriachi di Palm Wine Drunkard (“barrell house” jazz stile New Orleans) e Out On The Wine Wine Dark Sea (gospel e blues da bassifondi a’ la Tom Waits) e soprattutto quelli che (cosa mai prima accaduta) hanno la loro bussola in direzione del “soul” piu’ struggente come Saint Dymphna, The Love You Save e Waiting For The Sun. L’imprevedibile alternanza di luci e ombre, stili e umori, potrebbe forse indurre molti a pensare che la personalita’ genuinamente folk di Jolie Holland sia andata definitivamente a farsi benedire ma messo cosi’ il disco non annoia mai, scorre fluido, vario e interessante, confermando a tutti, se ce ne fosse ancora bisogno, che la sua bella e duttile voce puo’ davvero adattarsi ad ogni genere e contesto.

  

Voto: 7/10

Genere: Alternative Folk-Rock / Gospel-Soul-Blues-Pop

 

Musicisti:

Jolie Holland – vocals, guitar, piano, violin
Doug Wieselman – bass, clarinet, guitar, slide guitar, horns
Adam Brisbin – guitar
Indigo Street – guitar
Douglas Jenkins – cello
Chanticler Tru – guest vocals
Larry Crane – synthesizer bass, piano
Tristan Fourney – tuba
Geoffrey Muller – bass
Dan Risser, Justin Veloso – drums

 

 

Brani:

01. On And On
02. First Sign of Spring
03. Dark Days
04. Route 30
05. I Thought It Was The Moon
06. The Love You Save
07. All The Love
08. Saint Dymphna
09. Palm Wine Drunkard
10. Out On The Wine Dark Sea

 

Links:

Anti Records