JETHRO TULL: Aqualung

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Sin dal primo album This Was (1968) i Jethro Tull seppero farsi notare quale fenomeno antinomico rispetto alle tendenze musicali in auge nei tardi anni Sessanta inglesi. Sebbene disponesse di elementi tecnicamente dotati (il bassista Jeffrey Hammond-Hammond, il chitarrista Martin Barre e il batterista Clive Bunker), il gruppo di Blackpool divenne, disco dopo disco, la creatura personale del dispotico genio di Ian Anderson, colui il quale, grazie a deliranti e spiritati assoli, ebbe il merito di portare il flauto traverso sullo stesso piedistallo della chitarra elettrica nel campo del rock. Aqualung (Chrysalis, 1971) fu l’opera che fece decollare il gruppo in classifica, che entro’ nelle grazie dei giovani dell’epoca per la fantasiosa polemica religiosa e mitologica dei suoi testi. L’incredibile bagaglio musicale di Anderson sfosciava cosi’ in un roccioso “progressive rock” imbevuto di folk medievale, musica classica, variazioni blues, scale e strutture jazz-rock. Il piglio grottesco e teatrale (spesso filtrato) della sua voce ben si fondeva con il mobile suono del flauto, trovando inoltre una sponda perfetta nelle sofisticate articolazioni strumentali che la band disponeva in brani epici quali Aqualung, My God , Up To Me e Locomotive Breath, cavalli di battaglia amatissimi dai fan e mai assenti dal repertorio proposto nelle esibizioni dal vivo nel corso degli anni.


 


 




Musicisti:


Ian Anderson – vocals, flute, acoustic guitar


Martin Barre – electric guitar, descant recorder


John Evans – piano , organ mellotron


Jeffrey Hammond – bass, backing vocals


Clive Bunker – drums, percussion


 


 




Brani:


01. Aqualung – 7:56


02. Cross Eyed Mary – 4:34


03. Cheap Day Return – 1:21


04. Mother Goose – 5:39


05. Wond’ring Aloud – 2:00


06. Up To Me – 3:35


07. My God – 8:27


08. Hymn 43 – 4:22


09. Slipstream – 0:59


10. Locomotive Breath – 5:19


11. Wind Up – 6:40


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