Fellini

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Del duo Fresu / Di Castri si potrebbe parlare all’infinito,
tante sono le volte che i loro sguardi ed i loro strumenti si sono incrociati sul palco o sul palcoscenico della vita.

Al 1985, per l’inaugurazione di un’enoteca di Sassari, risale il loro primo incontro, e sara’ fondamentale non solo perche’ colloca nella storia del Jazz un momento magico, un amore a prima vista che dara’ frutti gustosi, ma perche’ quell’enoteca diventa terra d’origine, humus fertile per la loro amicizia e per la loro musica in divenire.
La convivialita’, l’euforia e l’ebbrezza, l’importanza dei profumi e dei colori, dei volumi densi e scuri o frizzanti ed eterei, sono elementi qualificatori del buon vino quanto della musica del magico duo.
 
Significativa sara’ la loro partecipazione alle diverse incisioni con Aldo Romano, tra il 1988 ed il ’93 e significante e’ il loro primo lavoro con Francesco Tattara alla chitarra elettrica, quell’OPALE registrato in studio, dedicato a Gil Evans.
Il primo disco del duo + uno.

Nel 1991 i due scelgono il Ritram Studio di Bologna per registrare “EVENING SONG” e, nel ’93, si riuniscono allo REM Studio di Bra per incidere “URLO”,
un fantastico progetto di sonorizzazione dello spettacolo teatrale di Marco Gagliardo, tratto dal poema di Allen Ginsberg omonimo.

Ma e’ nel 1999 che il duo viene registrato dal vivo, cosi’ com’e’, ed e’ la perfezione.
“FELLINI” e’ la registrazione del LIVE tenuto da Fresu / Di Castri alla Fortezza Medicea, al termine dei corsi di perfezionamento annuale di Siena Jazz ai quali i due musicisti partecipano da anni come docenti, edito in CD da un anomalo produttore, AUDION, editore di libri dedicati all’alta fedelta’, amante degli amplificatori valvolari (che producono in pochissimi pezzi) e dell’analogico, il caro, vecchio giradischi.

Un disco di qualche anno fa, ma e’ in occasione della sua ristampa in vinile a tiratura limitata da parte dello stesso produttore che voglio parlarvene, perche’ in questa epoca elettronica e digitale, la riedizione in vinile di un duo contemporaneo, l’incontro tra due strumenti classici, registrato in un live sperimentale, all’interno di una Fortezza costruita verso la meta’ del 1500, e’ cosa anomala, come anomalo puo’ sembrare affermare che 1 suono + 1 suono = l’eco di 1000 sfumature.

Il gusto per la sorpresa indica infinite possibilita’ musicali, la costruzione tematica, continua ed in perenne mutazione racchiude il segreto dell’improvvisazione in jazz.
La classicita’ delle voci dei loro strumenti, evolve nell’equilibrato utilizzo dei nuovi linguaggi elettronici, e scrive e scopre parole nuove avvolte dal fascino di tutte le lingue del mondo, creando un universale esperanto musicale.

Il senso del gioco, il seducente piacere dello scambio completo tra due sensibilita’ musicali fanno nascere un solo flusso sonoro, impreziosito si’ dalle due distinte voci, ma reso unico in questa magica alchimia.
Il feeling tra i due e’ palpabile e la musica ne gode appieno.
La prima traccia e’ “Brooklyn”, quel luogo dell’immaginario sonoro, tutto soffi elettronici e percorsi scanditi verso il basso, che apriva anche il lavoro del duo di sei anni fa, “Urlo”.
Ma qui, e in tutto il disco, il tempo e’ dilatato, lasciato libero di fluire quasi senza interruzione di continuita’, permettendo cosi’ alla musica di svilupparsi da una traccia all’altra con estrema naturalezza, in un dialogo elaborato quanto semplice e necessario.
 
La voce di Furio ci accompagna dalla prima traccia a “Everything”, dove la tromba crea subito l’atmosfera del disco, un ampio affresco sull’enfasi melodica, giocato sulla voce dei due strumenti, sulla loro cantabilita’. Il basso attraversa anche questo pezzo e, in un coinvolgente reiterato groove scandisce il nuovo tempo di “Open Trio”, lasciando a Fresu la parte verso l’alto, la liberta’ di scorrere attraverso le molteplici sfumature dello strumento, utilizzando “tutte le cose” che gli passano per la bocca, oltre al soffio, compresi i sonori baci, in un up tempo di fisico coinvolgimento.
Naturalmente, il primo applauso.

Poi c’e’ “Suenos” Dall’andamento sinuoso e dalla toccante melodia.
Qui Paolo disegna il tema con la tromba aperta, con note lunghe dolcemente legate, che entrano facili nel cuore e si annidano nell’anima.
Il legno di Furio non e’ mai stato cosi caldo, e reinventa il tema cantando la sua melodia sempre con questo tempo rarefatto, eppure naturale, come un battito vitale ed indimenticabile.
 
“Fellini”, che da il titolo al disco, e’ magicamente sospesa tra la cadenza di un tango soleggiato e la dolce malinconia di una spiaggia vuota, al mare d’inverno.
 
Chiude il disco “Urlo”, che era l’ultima traccia anche nel disco omonimo, che qui ci riporta indietro nel futuro, nel misterioso ed affascinante universo esclusivamente elettronico e rumoristico dal quale tutto e’ iniziato.
 
Il Duo apre il cerchio,
e ne esce un capolavoro.


Musicisti:
Paolo Fresu, tromba
Furio Di Castri, contrabbasso

Brani:
01.    Brooklyn
02.    Everything
03.    Open Trio
04.    Suenos
05.    El Barrio
06.    Don’t Open Here
07.    T’ho Voluto Bene
08.    Monasterio ‘e Santa Chiara
09.    Walkabout
10.    Fellini
11.    Caminhos Cruzados
12.    Urlo


Links:
Audion: www.audion.net
Paolo Fresu: www.paolofresu.it
Furio Di Castri: www.furiodicastri.com
Jazz from Italy: http://jazzfromitaly.splinder.com

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