To The Tremendous Road

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Si intitola To The Tremendous Road l’album d’esordio di Dola J. Chaplin. Il cantautore, nato nel 1982, e’ un artista Bohemien ed e’ un chitarrista appartenente alla nuova generazione di singer songwriter. Prima di questa tappa fondamentale della sua carriera, Dola J. e’ stato chitarrista e bassista punk in alcuni gruppi, mentre ora si e’ dedicato appieno alla ricerca poetica e alla cura dei suoi pezzi, indossando una veste piu’ semplice, ma anche molto piu’ passionale. Il folk recita un ruolo da protagonista nelle dodici tracce del disco e non mancano inoltre influenze blues e country. Dodici brani di vita vera e vissuta in maniera tutta personale rappresentano dunque al meglio l’espressione musicale (ma non solo) di Dola J. Chaplin. Il lavoro inoltre e’ stato scelto dal regista e sceneggiatore Enrico Bernard per la colonna sonora del suo ultimo film dal titolo “The Last Capitalist”, tratto dalla sua commedia “Holy Money” con Martin Kushner, Ava Mihaljevic e Andre Vanmarteen.




“Go Wild” e’ l’inizio cadenzato e alienante di To The Tremendous Road, mentre “You’re on my mind” e’ una ballad che acquista vigore grazie alla chitarra elettrica di Roberto Cervi che si espone maggiormente nelle parti vuote e che risponde in maniera brillante alle parti cantate. La terza traccia, nonche’ primo singolo, e’ “What I Care”, brano leggero e alquanto sereno. “Railway” contiene il ritmo e l’atmosfera di una filastrocca cantautorale che evidenzia l’originalita’ di alcune intuizioni di Dola J. Chaplin, mentre “Dyin’ every day” e’ un pezzo impreziosito dalla voce un pò rauca del cantautore e dalla sua interpretazione intensa e viscerale. “Flowers” e’ un brano molto piu’ insistito grazie al blues e al country intrecciati perfettamente, i quali grazie al loro carattere fungono da pilastri di sonorita’ sanguigne come non mai. Le atmosfere rilassate di “Frost ‘neath the nails” sottolineate dal violoncello di Gianluigi Fiordaliso, cedono poi il posto alla title-track “To the tremendous road”, che viene esaltata dall’eleganza dei violini e della viola di Leo Gadaleta e dalla voce sensuale e decisiva di Emma Tricca. Dall’interpretazione sentita di “Nothing To Say” si giunge poi ad un pezzo quasi trionfale come “Driving South” e si arriva cosi’ alla fine di un cd che si chiude con l’intimita’ di “What I Care (reprise)”, versione embrionale di “What I Care” costituita solo da voce e chitarra.



 


Dola J. Chaplin descrive dunque nel suo album d’esordio il suo viaggio nato per evasione e proseguito alla scoperta della solitudine vista come strumento di crescita e di scoperta del proprio io. Un periodo di vita lasciato al caso tra terre sconosciute e strade di tutti i giorni, tra grandi citta’ del mondo e persone trovate facendo busking, dall’America all’Inghilterra. Questo e’ oggi Dola J. Chaplin. La sua personalita’ sembra quasi in continua crescita nei pezzi di To The Tremendous Road; il cantautore non appare mai smarrito in quanto sembra assorto nei suoi pensieri e si lascia trasportare da quello che descrive e da cio’ che osserva, portando l’ascoltatore dalla sua parte e talvolta immedesimandosi in lui e nelle sue emozioni. Non sembra avere particolari pretese Dola J. Chaplin o forse vuole semplicemente vivere intensamente ogni attimo della sua vita, raccontandolo poi nella maniera piu’ autentica possibile nel suo album. In altri termini: il cantautore e’ leggero e poetico allo stesso tempo e soprattutto lo e’ quel tanto che basta per affermare tranquillamente e come si dice in questi casi:

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